La sicurezza alle Olimpiadi di Atene 2004
di Rudy Caparrini
08 giugno 2004

Ora manca davvero poco! Le Olimpiadi di Atene 2004 sono davvero alle porte. L'emozione che suscita l'evento, con il richiamo alla gloriosa storia antica dei Giochi, è stata ben descritto nel dossier di Cettina Messina (nel sito "Mondo Greco"). E' però doveroso notare che la manifestazione, che dovrebbe rivestire un significato meramente gioioso, presenta invece tante apprensioni a causa della delicata questione della sicurezza. I Giochi furono assegnati alla Grecia il 5 settembre 1997, durante l'indimenticabile sessione del CIO, tenutasi a Losanna, che vide Atene vittoriosa su Roma. Da allora non è trascorso troppo tempo, appena sette anni, ma tante cose sono cambiate. In questo intervallo di tempo la situazione geopolitica, a livello planetario, è mutata in modo radicale. Il terrorismo è oggi il nemico numero uno temuto in ogni parte del mondo. Il nuovo clima, creato dai fatti dell'11 settembre 2001, ha molto inciso sull'organizzazione delle Olimpiadi di Atene. La questione della sicurezza è divenuta la priorità assoluta della manifestazione. L'opinione pubblica internazionale sta dedicando grande spazio alla materia e tutti gli organi di informazione, televisioni o carta stampata, hanno condotto indagini di ogni tipo. Tali analisi hanno fatto emergere alcune preoccupazioni, in parte giustificate ma spesso esagerate. Alcuni giornali avevano espresso, già da tempo, i loro timori sulla capacità della Grecia di garantire la sicurezza dei Giochi.

Tali critiche erano in buona parte pregiudizievoli, basate su ipotesi più che su riscontri concreti. E' bastato un episodio minore per inasprire i termini della questione. I mass media internazionali, o meglio quelli di alcuni particolari paesi (USA, Gran Bretagna e Australia), hanno parlato molto dell'incidente avvenuto il 5 maggio, quando si sono verificate un paio di esplosioni nei pressi della stazione di polizia di Kalithea, poco lontano dal centro di Atene. Gli osservatori stranieri, con un allarmismo dimostratosi poi esagerato, hanno usato il termine forte di "attentato". Le indagini hanno provato che si trattato solo di un paio di bombolette spray incendiate. Un avvenimento da poco che, se successo in altre nazioni, non avrebbe attirato le attenzioni di nessuno. Essendo occorso in Grecia, il fatto è stato preso come pretesto per invocare il noto ritornello sull'inefficienza delle forze di polizia greche, poco idonee, secondo loro, a garantire la protezione della città durante Olimpiadi. Certi mass media, imbevuti di pregiudizi, ne hanno approfittato per ampliare ipotetiche carenze organizzative. Molto rumore ha suscitato anche la dichiarazione di Robert Mueller, direttore FBI, secondo i quale vi sono dei punti deboli nel sistema di sicurezza posto in atto dal paese organizzatore.

Un'esternazione che ha molto indispettito gli organizzatori greci i quali, pochi giorni prima, erano stati ben lieti di ricevere parole confortanti da Jacques Rogge, presidente del Comitato Olimpico internazionale (CIO). Per non correre rischi, il governo Karamanlis ha ulteriormente incrementato il budget destinato alla sicurezza. L'aumento pare essere tanto consistente da avere causato il raggiungimento di un deficit pari al 3,2% annuo rispetto al PIL. Il dato implica che Atene avrebbe sforato il limite del 3%, tetto massimo consentito dai parametri che regolano il patto di stabilità siglato con col trattato di Maastricht. Il ministro delle finanze Giorgos Alogoskoufis, in un'intervista concessa al portale EUobserver.com, ha ribadito che la sicurezza delle Olimpiadi è l'obiettivo prioritario del governo. Riportando le sue parole testuali, la Grecia non intende "mettere in pericolo le Olimpiadi per rispettare i vincoli imposti dall'euro". I Giochi sono troppo importanti per il paese ellenico e piuttosto, ha dichiarato il capo del dicastero economico, saranno sacrificati altri settori di spesa. I costi per la sicurezza sono lievitati mese dopo mese e il budget attuale ammonta a 1,2 miliardi di euro. Un investimento enorme, tre volte maggiore di quanto stanziato da Sidney 2000.

In effetti, si assisterà a un dispiegamento di forze impressionante. Alcuni mesi fa dati ufficiali, tratti dal sito di Atene 2004, parlavano di 45.000 uomini impiegati per la sicurezza. Più precisamente, era previsto il reclutamento di 25.000 poliziotti, 7.000 membri dell'esercito, 3.000 della guardia costiera, 1.5000 vigili del fuoco, 3.500 "contractors" di compagnie private di vigilanza, 5.000 volontari addestrati in modo scrupoloso. Il dato, che già si presentava ragguardevole, necessita di essere aggiornato per eccesso. In base alle rettifiche apportate al piano originale, il numero è aumentato. Come ha affermato di recente il primo ministro greco, Costas Karamanlis, saranno ben 70.000 gli uomini impegnati per sorvegliare sui Giochi. Il personale impiegato nella sicurezza è quattro volte superiore al numero degli addetti di Sidney 2000 nel medesimo settore. Il personale incaricato di tale compito si avvarrà del supporto di strumenti ad alta tecnologia. Secondo quanto scrive il Toronto Star, Il governo ellenico ha provveduto a una spesa cospicua, 355 milioni di euro, per dotarsi di un sofisticato sistema di comunicazione e sorveglianza. Circa 1400 telecamere, dotate di microfoni, sorveglieranno i luoghi a rischio. Atene in quei giorni, oltre che essere blindata, sarà controllata in ogni luogo per 24 ore su 24. Oltre all'impiego di uomini e mezzi in dotazione alle forze di sicurezza greche, la sicurezza di Atene 2004 potrà avvalersi di un contributo esterno. Da parecchio tempo era stato attivato un comitato di coordinamento composto da sette paesi, con provata esperienza in materia di sicurezza.

Ne fanno parte USA, Gran Bretagna, Francia, Germania, Australia, Spagna e Israele. Tale gruppo ha il compito di svolgere lavoro di intelligence a sostegno, fornendo informazioni utili al servizio segreto greco. La cooperazione in tale ambito era stata attivata dal ministro Georgios Floridis, responsabile del dicastero per l'ordine pubblico col governo del PASOK, guidato da Costas Simitis. Questa era la più importante forma di collaborazione richiesta ad altri stati, finché non accaddero gli attentati dell'11 marzo a Madrid. Tali eventi convinsero Karamanlis, entrato in carica da appena due giorni, a chiedere pubblicamente l'intervento della NATO. L'alleanza ha risposto in modo positivo, dichiarandosi pronta a svolgere funzioni di controllo del territorio. Navi della NATO pattuglieranno il Mediterraneo mentre aerei AWACS si occuperanno della sorveglianza dei cieli. Una risorsa aggiuntiva al fine di fare fronte a una situazione di particolare pericolo. Tali misure eccezionali dovrebbero essere capaci di dissolvere ogni dubbio. I responsabili politici e organizzativi di Atene 2004 stanno producendo un grande sforzo in materia di comunicazione per rassicurare l'opinione pubblica mondiale. A tale scopo si è tenuta ad Atene, dal 24 al 26 maggio, una "Conferenza Internazionale per la sicurezza alle Olimpiadi", alla presenza di 350 esperti in rappresentanza dei 202 che parteciperanno alla manifestazione. Sono intervenuti tutti i ministri ellenici coinvolti nella questione e i vertici organizzativi di Atene 2004. In tale occasione alcuni dei principali responsabili, quali il ministro per l'interno Giorgos Voulgarakis e il presidente ATHOC Gianna Angelopoulos, hanno pubblicamente polemizzato con alcuni media, colpevoli di avere creato preoccupazioni senza fondamento. La numero uno del Comitato Organizzatore, in particolare, ha criticato l'atteggiamento dell'Australia, che ha addirittura ipotizzato l'ingaggio di "contractors" privati per sorvegliare i suoi atleti.

La Angelopoulos ha dichiarato che tutto il necessario è stato fatto e si è detta certa che, in tema di sicurezza, i Giochi non saranno "secondi a nessuno". Stesso concetto è stato espresso da Karamanlis il quale, per sgombrare il campo da dubbi, ha ripetuto che ben 70.000 uomini saranno dispiegati per garantire la sicurezza del massimo evento sportivo del mondo. Con fare diplomatico, il capo del governo ha ammesso che tutto può essere perfezionato ma, in ogni caso, si ritiene assai soddisfatto del lavoro compiuto. Tutti i leader greci hanno invitato i mass media internazionali a non speculare su questioni tanto delicate. Si può ben affermare che le autorità greche, in materia di sicurezza, hanno provveduto davvero a fare tutto il possibile. Adesso i media internazionali devono evitare di mettere in circolo voci senza fondamento, che sortirebbero il solo effetto di surriscaldare un'atmosfera già abbastanza tesa. Il lavoro svolto è notevole e sta incontrando l'apprezzamento di quegli osservatori capaci di esprimere un giudizio equo. Ci preme al riguardo riportare un articolo del sito web della televisione britannica BBC, datato 26 maggio. Parlando della Conferenza Internazionale per la Sicurezza dei giorni 24-26 maggio, cui abbiamo accennato, la prestigiosa emittente inglese riporta il giudizio positivo dei delegati presenti. In particolare, viene citato il lusinghiero apprezzamento di Larry Buendorf, responsabile per la sicurezza del Comitato Olimpico USA. Tale notizia è da ritenersi al di sopra parti, in quanto fornita dalla BBC e non da organi stampa greci. Sarebbe bene che i giornali riportassero tutte le notizie, non solo ciò che serve a mettere in cattiva luce l'organizzazione di Atene 2004.


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