Referendum: la sinistra si mobiliterà
di Rudy Caparrini
Metropoli Day, 17 novembre 2007

All’inizio di questa settimana il sindaco Leonardo Domenici ha annunciato che il referendum sulla tramvia si terrà il 17 febbraio 2008. Nel rendere nota questa decisione, il primo cittadino di Firenze ha pure annunciato che la consultazione assumerà un valore di “voto politico”. La determinazione mostrata dal sindaco rivela, in modo emblematico, che la maggioranza di centrosinistra ha intenzione di giocare la partita in modo agguerrito. In questi mesi, quindi, è prevedibile che assisteremo a un impegno massiccio da parte dell’amministrazione comunale, che farà uso di tutte le sue risorse.

La sinistra fiorentina ha scelto la linea energica perché ha compreso che può sfruttare la situazione a suo favore. Questa consultazione, piuttosto che creare problemi ulteriori a una maggioranza in affanno, può essere una buona opportunità per ricompattare un centrosinistra in grave difficoltà. Domenici e i suoi collaboratori certamente sanno di poter contare, fin da ora, su decine di migliaia di fedelissimi pronti a sostenere la posizione della sinistra “senza se e senza ma”. L’elettorato di sinistra, infatti, è molto disciplinato e incline a seguire le direttive dei vertici n maniera obbediente, quasi dogmatica. La capacità di mobilitazione degli eredi della tradizione “socialcomunista” è storicamente provata.

Basti ripensare alla moltitudine di persone che prestano servizio alle Feste dell’Unità, dove i volontari erano sempre in numero maggiore rispetto ai rivali democristiani delle Feste dell’Amicizia (eppure la DC era organizzata meglio di molti partiti oggi protagonisti della scena politica italiana). Le recenti elezioni primarie per eleggere il segretario del Partito Democratico hanno mostrato che la capacità organizzativa dei partiti di sinistra non si è incrinata col passare degli anni. Coscienti di questo dato di fatto, le più influenti forze politiche del centrodestra fiorentino, Forza Italia e Alleanza Nazionale, stanno affrontando il referendum in maniera cauta, al fine di evitare uno scontro frontale con il centrosinistra che creerebbe loro gravi difficoltà.

Di conseguenza, pare delinearsi un confronto impari fra la possente macchina organizzativa della sinistra fiorentina e i comitati cittadini. Le 16mila firme raccolte dai promotori del referendum sono molte. Ma per vincere la consultazione serviranno molti più voti. Dove li troveranno i comitati senza il pieno appoggio del centrodestra? Con queste premesse, l’impresa appare davvero ardua.


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