Costi della politica, il cattivo esempio toscano
di Rudy Caparrini
Metropoli Day, 27 ottobre 2007

Da qualche tempo il tema che domina il dibattito politico in Italia concerne la riduzione dei costi della politica, giunti ormai a un livello non più tollerabile da parte della popolazione, sempre più oberata da tasse e balzelli di vario genere. Dispiace sinceramente di osservare che la Toscana pare andare nella direzione opposta: quella di un aumento dei costi della politica. Eventi accaduti di recente ci inducono a nutrire seri dubbi sulla reale volontà delle forze politiche di compiere mosse volte a ridurre certi sprechi. Si è cominciato in luglio, quando il Consiglio Regionale della Toscana ha concordato, con una maggioranza trasversale, di rimandare ogni progetto volto a diminuire il numero dei consiglieri regionali, che nel 2005 era salito da 50 a 65. La nascita del Partito Democratico ha imposto una generale riorganizzazione delle poltrone, dovuta ai nuovi equilibri politici, in modo di soddisfare le richieste di tutte le correnti che compongono il variegato schieramento politico della sinistra. Nel mese di agosto si è avuto un rimpasto nella Giunta Regionale Toscana, con l’aumento di un assessore che ha comportato maggiori costi per un milione di euro. La stessa cosa sta per avvenire ora pure al Comune di Firenze, dove si sussurra che lo SDI possa avere un assessore come compensazione dopo il passaggio di Eugenio Giani al PD. La spirale innescata è molto pericolosa. Proseguendo così si corre il rischio di procedere a nuove nomine col mero scopo di accontentare tutti i componenti della coalizione. Il nuovo soggetto politico, nato per aprire una nuova stagione, rischia invece di partire col piede sbagliato. Non è una buona prova d’immagine per chi punta a creare una politica migliore, più efficiente e capace di lottare contro gli sprechi e i privilegi della tanto odiata casta. Purtroppo, questo rischio di lottizzazione potrà interessare pure il centrodestra. Colpa, senza dubbio, del sistema elettorale proporzionale, che assegna ai piccoli partiti un potere superiore al loro reale peso politico. Questa logica spartitoria a titolo compensativo fa tornare alla mente il tanto noto “Manuale Cencelli”, che sanciva quanti e quali posti o cariche dovessero essere assegnati a soggetti appartenenti a ciascun partito e, all'interno di questo, a ciascuna sua corrente. Speriamo che le forze politiche toscane non abbiano voglia di emulare quell’orrendo manuale, emblema dei peggiori vizi della Prima Repubblica.


Puoi proseguire con il seguente articolo:
Il pericoloso malumore dei verdi fiorentini


La Grecia contemporanea 1974-2006 La Grecia contemporanea (1974-2006)
di Rudy Caparrini, Vincenzo Greco, Ninni Radicini
prefazione di Antonio Ferrari, giornalista, corrispondente da Atene per il Corriere della Sera
ed. Polistampa, 2007
  Il Medio Oriente contemporaneo 1914-2005, di Rudy Caparrini Il Medio Oriente contemporaneo 1914-2005
di Rudy Caparrini
prefazione di Franco Cardini
ed. Masso delle Fate, 2006


Articoli e dossier

Home page